December 9, 2025

eCommerce - Marketing - AI

Black Friday 2025 e conversational commerce

Nel Black Friday 2025 l’assistente AI Rufus di Amazon ha raddoppiato le conversioni rispetto alla media.
Ecco cosa ci insegna sul futuro del conversational commerce.

Cosa ci insegna Rufus di Amazon e la nuova era del “conversational commerce”

Ogni Black Friday Amazon macina numeri record.

Nel 2025, però, dietro il picco di vendite non ci sono solo sconti aggressivi e una logistica impeccabile: c’è anche Rufus, l’assistente AI conversazionale integrato nell’app e nel sito Amazon.

Secondo i dati di Sensor Tower, riportati da TechCrunch e altri osservatori, le sessioni che hanno portato a un acquisto e che hanno coinvolto Rufus sono aumentate di circa +100% rispetto alla media dei 30 giorni precedenti, mentre quelle senza Rufus sono cresciute di circa +20%.

Questa è la prova che quando l’utente chiede aiuto a Rufus, compra di più.
Ed è un segnale chiarissimo di dove sta andando l’eCommerce.

Cos’è Rufus e perché non è un “semplice” chatbot

Rufus è l’assistente AI proprietario di Amazon, integrato in modo nativo nell’esperienza di shopping.

È addestrato su:

  • catalogo prodotti

  • recensioni

  • Q&A della community

  • informazioni dal web

Capisce domande in linguaggio naturale come “scarpe eleganti per matrimonio all’aperto” o “che TV scegliere per PS5 sotto i 700€” e non si limita a restituire una lista di risultati: confronta i prodotti, evidenzia differenze, suggerisce alternative in base al contesto e al budget.

Negli ultimi aggiornamenti, Amazon ha aggiunto funzionalità come:

  • storico prezzi su 30/90 giorni

  • valutazione se il prezzo attuale è davvero un buon affare

  • price alert

  • Auto Buy, che consente a Rufus di acquistare automaticamente quando il prezzo scende sotto una soglia definita, con 24 ore per annullare l’ordine.

Ad oggi Amazon dichiara che oltre 250 milioni di clienti hanno utilizzato Rufus nel 2025, con utenti mensili in crescita a tripla cifra anno su anno e interazioni in aumento di oltre il 200%.

Ancora più rilevante: i clienti che usano Rufus sono circa il 60% più propensi a completare un acquisto rispetto a chi non lo utilizza.

Rufus, quindi, non è “un bot che risponde”, ma un layer conversazionale sopra il catalogo: traduce bisogni, restringe la scelta evitando l’overload di opzioni e accompagna alla decisione finale con spiegazioni chiare su pro/contro del prodotto.

Black Friday 2025: cosa dicono i numeri

I dati del Black Friday 2025 confermano l’impatto di Rufus sul funnel di vendita.

Le sessioni con Rufus concluse con un acquisto sono cresciute di circa +100% rispetto alla media dei 30 giorni precedenti, mentre le sessioni senza Rufus si sono fermate a un +20%.

Guardando l’andamento giornaliero, le sessioni con Rufus che hanno portato a una vendita sono aumentate del 75%, contro il 35% di quelle senza chatbot.

Altre analisi di mercato stimano che Rufus oggi influenzi oltre il 13,5% degli acquisti sulla piattaforma e che l’impatto annualizzato in termini di vendite aggiuntive superi i 10 miliardi di dollari.

Il messaggio è piuttosto netto: la conversazione è ormai una parte strutturale del processo d’acquisto, non un accessorio.

Perché Rufus funziona (e cosa racconta sul futuro dell’eCommerce)

Rufus funziona perché affronta insieme quattro problemi chiave dell’eCommerce moderno.

Il primo è l’overload di scelta.
Dentro un catalogo praticamente infinito, l’utente rischia di perdersi tra migliaia di risultati, filtri tecnici poco intuitivi e recensioni spesso contraddittorie.
Partendo dal bisogno reale – ad esempio “scarpe da running per pronatore, principiante, 3 volte a settimana” – Rufus restringe il campo a poche opzioni sensate e spiega perché un prodotto è più adatto di un altro. Meno rumore, meno fatica decisionale, più decisioni prese.

Il secondo elemento è la capacità di trasformare il catalogo in consulenza.
Invece di limitarsi a mostrare schede prodotto, Rufus rielabora dati, recensioni e Q&A in risposte simili a quelle di un venditore esperto, che ti aiuta a capire cosa scegliere, con quali criteri e a quali compromessi prestare attenzione.

Terzo punto: Rufus collega discovery, prezzo e azione in un unico flusso.
Lo stesso assistente che ti aiuta a scoprire il prodotto ti mostra lo storico prezzi, ti dice se oggi stai facendo un buon affare, imposta alert o addirittura acquisti automatici. In questo modo riduce l’ansia da “offerta persa” e il bisogno di controllare continuamente il prezzo.

Infine, Rufus alza le aspettative degli utenti.
Una volta che ci si abitua a fare domande in linguaggio naturale e ricevere risposte utili, diventa spontaneo aspettarsi lo stesso livello di esperienza anche sugli altri eCommerce. Non basta più una categoria ben fatta con filtri decenti: il nuovo benchmark è poter “parlare” con lo store come si parlerebbe a un esperto.

Cosa può imparare un brand eCommerce da questa lezione

Un brand eCommerce “normale” non ha le risorse di Amazon, ma può comunque applicare la stessa logica, in scala.

Il primo passo è portare la conversazione dentro il proprio store.
Questo significa attivare assistenti AI collegati al catalogo, alle FAQ, alle policy e ai contenuti proprietari, in modo da permettere ricerche del tipo: “voglio un divano per salotto piccolo, stile moderno, sotto i 900€”.

L’obiettivo non è avere “il chatbot”, ma guidare la scelta dell'utente con un linguaggio naturale e comprensibile.
La struttura di navigazione resta fondamentale: categorie chiare, ricerca interna che funziona, filtri utili.

Un elemento fondamentale è la misurazione.
Per evitare l’effetto “AI da copertina”, l’assistente va collegato a KPI concreti: tasso di conversione, valore medio del carrello, numero di ticket ripetitivi al customer care, tempo medio di decisione.

Se queste metriche non si muovono, significa che l’AI non sta ancora generando valore reale, ma solo aggiungendo complessità.

Come può aiutarti Quixxt

Rufus dimostra cosa succede quando dati, intelligenza artificiale e UX conversazionale vengono orchestrati per facilitare la decisione d’acquisto, non solo per stupire.

Aiutiamo brand e aziende a seguire questa direzione in modo strutturato:

  • partendo da un audit dell’eCommerce (catalogo, ricerca interna, schede prodotto, analytics)

  • mappando touchpoint, processi e dati disponibili

  • identificando dove le soluzioni conversazionali e di AI applicata hanno senso e possono generare impatto reale

  • integrando queste soluzioni nel tuo stack (ad esempio su Shopify) con un approccio chiaro e misurabile.

Quixxt può supportarti in questo percorso, trasformando la conversazione da semplice interazione a leva concreta di conversione e crescita per il tuo eCommerce.

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